05.08.04
Henri Cartier-Bresson
Addio, Maestro!

PARIGI - Henri Cartier-Bresson, leggendario fotografo, è morto ieri all'età di 95 anni a Isle sur la Sorgue, nella regione di Vaucluse, nel sud della Francia. Ne hanno dato notizia alcuni suoi amici.
Conosciuto come uno dei padri della fotografia, ha fermato nei suoi scatti in bianco e nero quasi un secolo di storia, dalla Liberazione ai reportage nel Sud del mondo. ED è soprattutto nel reportage che Cartier-Bresson ha messo in pratica tutta la sua abilità e la sua filosofia del "momento decisivo": immortalare non un attimo qualsiasi, ma quello che contiene in sé l'essenza di una situazione.
CARRIERA LEGGENDARIA - L'artista francese ha lavorato per quasi tutti i grandi quotidiani e riviste internazionali: tra questi Life, Vogue e Harper’s Bazaar. I suoi reportage hanno ispirato generazioni di aspiranti
fotografi. Con Robert Capa, David «Chim» Seymour e George Rodger ha fondato l'agenzia Magnum, la cooperativa di fotografi destinata a diventare la più importante agenzia fotografica del mondo.
Ha soggiornato in India, Birmania, Pakistan, Cina, Indonesia, Cuba, Messico, Canada, Giappone e Unione Sovietica.
A 23 ANNI CON LA LEICA - Tra i più convinti puristi della fotografia, Cartier-Bresson era nato il 22 agosto 1908 a Chanteloup, 30 chilometri ad est di Parigi, da una famiglia alto borghese legata al mondo delle arti. Inizialmente si interessò solo di pittura. Nel 1931, a soli 23 anni, ritornato in Francia dopo un anno in Costa d'Avorio, Cartier-Bresson scoprià la gioia di fotografare, comprò una Leica e partì per un viaggio che lo portò nel sud della Francia, in Spagna, in Italia e in Messico.
CINEMA NEGLI USA - La curiosità insaziabile, incompatibile con l'ambiente borghese che lo circondava lo portò poi a trasferirsi negli Usa dove cominciò a lavorare per il cinema con Paul Strand. Tornato in Francia, continuò per qualche tempo a lavorare nel cinema con Jean Renoir e Jaques Becker.
FAMA INTERNAZIONALE - Fu nel 1933 un viaggio in Spagna ad offrirgli l'occasione per realizzare i primi reportage fotografici, una specialità che in cui mise in pratica tutta la propria abilità ed ebbe modo di applicare la filosofia del «momento decisivo». E negli anni '30 conquistò la fama internazionale, proprio con un documentario girato durante la Guerra civile spagnola, teatro in cui si affermò professionalmente anche il suo collega ed amico Robert Capa.
Nel 1940, catturato dai tedeschi, riuscì a evadere dal campo di prigionia dopo 35 mesi e due tentate fughe. Fece ritorno in Francia nel 1943, a Parigi, di cui poi fotograferà la liberazione.
DOPOGUERRA - Finita la guerra ritornò al cinema con la regia del film «Le Retour». Tra il 1946 e il 1947 tornò negli Stati Uniti, dove fotografò soprattutto per la rivista Harper's Bazaar. Nel 1947 al Museum of Modern Art di New York venne allestita, a sua insaputa, una mostra «postuma»: si era infatti diffusa la notizia che fosse morto durante la guerra.
Dal 1948 al 1950 viaggiò in Estremo Oriente e nel 1952 pubblicò «Images a la sauvette», una raccolta di sue foto (con copertina di Matisse) che ebbe un'immediata e vastissima eco internazionale. Nel 1955 fu inaugurata la sua prima grande retrospettiva, che farà poi il giro del mondo.
RITORNO ALL'ORIGINE - Dopo una serie di viaggi (Cuba, Messico, India e Giappone), reportage, pubblicazioni di album ed esposizioni in tutto il mondo nel 1972 Cartier-Bresson decise di ritornare all'origine: il disegno e la pittura. Innumerevoli i riconoscimenti ricevuti, così come le esposizioni organizzate e le pubblicazioni che in tutto il mondo hanno reso omaggio alla sua straordinaria produzione di fotografo e di pittore. Dal 1988 il Centre National de la Photographie di Parigi istituì il Gran premio Internazionale di Fotografia, intitolandolo a lui. Nel 1995 ottiene il prestigioso premio Nadar, uno dei massimi riconoscimenti nel campo dell'opera fotografica. Nel 1998 i suoi 90 anni vengono celebrate con mostre un pò in tutto il mondo e a Parigi viene creata la fondazione che porta il suo nome, con sede a Montpanasse.
Nel 2003, per i 95 anni, a Atene vengono esposte le sue foto scattate in tutta Europa subito prima e dopo l'ultima guerra, per ritornare alle radici della nascita dell'Ue, col semplice titolo «Gli europei».
